Sistema di chiamata clienti: come funziona e cosa serve davvero
Un sistema di chiamata clienti è l’insieme che permette al banco di avvisare chi aspetta: una pulsantiera, dei ricevitori e il canale che li collega. È quello che gli installatori italiani propongono a ristoranti, mense, food court e cliniche.
Prima di chiedere un preventivo vale la pena capire di quali pezzi è fatto un impianto, quali vincoli porta con sé e in quali casi si può ottenere lo stesso risultato senza installare nulla. È esattamente quello che trova qui sotto.
3 pezzipulsantiera, ricevitori e canale radio
500-1.500 €impianti professionali, secondo unità e portata
Campo liberola condizione in cui si misura la portata dichiarata
0 installazionenella versione che usa il telefono del cliente
5min di lettura
In breve
- Un impianto wireless è fatto di tre pezzi: base di chiamata, ricevitori e canale radio da accoppiare.
- Il preventivo copre l’acquisto, non le batterie, i pezzi persi, la pulizia e i minuti di gestione.
- La portata dichiarata è misurata in campo libero: va provata nel punto più lontano in cui un cliente si siede.
- La stessa funzione si ottiene senza impianto, usando il telefono del cliente come ricevitore.
- Chi ha già un impianto non deve buttarlo: si tengono i dischi in servizio durante la transizione.
Di cosa è fatto un impianto wireless
Un impianto classico ha tre parti. La pulsantiera o base di chiamata, sul banco, da cui si richiama un numero. I ricevitori, dischi coaster o cercapersone a clip, consegnati ai clienti. E il collegamento radio, su un canale da accoppiare fra base e ricevitori.
A questo si aggiunge quasi sempre una base di ricarica per i dischi e, negli impianti più completi, un display a muro per i numeri. Il tutto va posizionato, alimentato e mantenuto.
- Base o pulsantiera di chiamata al banco.
- Ricevitori da consegnare ai clienti, in numero pari alla punta.
- Canale radio da accoppiare, con portata dichiarata in campo libero.
- Base di ricarica, e spesso un display a muro.
| Pezzo | A cosa serve | Cosa chiede |
|---|---|---|
| Pulsantiera | Richiamare un numero | Un posto sul banco e una presa |
| Ricevitori | Avvisare il cliente | Ricarica, pulizia, conteggio |
| Canale radio | Collegare base e dischi | Accoppiamento e copertura |
| Base di ricarica | Tenere i dischi carichi | Una presa, ogni sera |
Quanto costa e cosa non è nel preventivo
I prezzi dei cataloghi italiani danno un ordine di grandezza: un kit base con pulsantiera e una ventina di ricevitori si trova intorno a 100-300 €, mentre gli impianti professionali con dischi coaster e ricarica integrata si trattano fra 500 e 1.500 € secondo unità e portata.
Fuori dal preventivo restano le voci che tornano ogni anno: ricevitori persi o rotti, batterie da sostituire, una presa e uno spazio sul banco, e il tempo del personale per consegnare e recuperare i dischi a ogni servizio.
Il conto completo, su tre anniI vincoli di cui tenere conto prima di firmare
La portata dichiarata è misurata in campo libero. In un locale reale ci sono muri portanti, forni, celle frigorifere e a volte un piano interrato: la distanza utile scende, e il cliente che esce sul marciapiede può uscire anche dalla copertura.
C’è poi la parte organizzativa: qualcuno deve spiegare il disco a ogni cliente nuovo, chiederlo indietro e rimetterlo in carica. Nessuna di queste cose ferma il servizio, ma tutte insieme fanno il costo vero dell’impianto.
Da provare prima di firmare
- Il disco suona al tavolo più lontano dal banco.
- Suona anche in terrazza e al piano di sotto.
- Suona con il forno e la cella frigorifera accesi.
- Il numero di dischi copre la mezz’ora di punta.
- C’è una presa libera per la base di ricarica.
Mantenere il parco: ricarica, pulizia, sostituzioni
Un impianto radio porta con sé un parco di oggetti condivisi. Ogni ricevitore passa per decine di mani al giorno, resta sui tavoli, viene infilato in tasca e torna al banco. Va pulito regolarmente, oltre a essere rimesso in carica ogni sera e contato a fine turno.
È la parte dell’impianto che nessun preventivo descrive, e negli ultimi anni è diventata visibile in tutti i locali: la pulizia dei dischi si aggiunge alla ricarica e alla sostituzione dei pezzi mancanti. Nessuna di queste attività è difficile, ma tutte insieme occupano qualcuno ogni giorno.
Con il telefono del cliente il parco scompare: niente da pulire, da caricare o da ricomprare. E chi ha già un impianto non deve buttarlo: si tengono i dischi in servizio qualche giorno, il tempo che il personale prenda il ritmo con il QR code.
- Pulizia dei ricevitori fra un cliente e l’altro.
- Ricarica serale e una presa occupata al banco.
- Unità da ricomprare ogni anno, perse o con la batteria esausta.
- Con il telefono del cliente: nessuna manutenzione.
Lo stesso servizio senza impianto
Se l’obiettivo è avvisare il cliente e non riempire il banco di apparecchi, esiste una via senza installazione. Il sistema di chiamata clienti di Bipresto usa il telefono del cliente come ricevitore: inquadra un QR code, lascia telefono ed e-mail, riceve un numero e tiene la pagina aperta.
Dalla parte del locale serve solo uno schermo che si possiede già, telefono, tablet o computer. Al «È pronto» la pagina del cliente suona, vibra e si apre a tutto schermo. Lo schermo del banco dice se l’avviso è stato visto, e permette di far suonare di nuovo o di annullare l’ordine.
- Nessuna base, nessun canale radio, nessun ricevitore da comprare.
- Portata della rete mobile invece della radio del locale.
- Chi non ha il telefono riceve un numero dato a mano.
- Un file clienti esportabile in CSV: e-mail, telefono, visite.
Impianto o telefono: come decidere
Un impianto radio ha senso dove il telefono non è una buona ipotesi: clientela che non lo usa, zone senza copertura, regole interne che vietano gli schermi. In quei casi il disco resta la risposta giusta.
Nel resto dei casi, un banco che si intasa a mezzogiorno, clienti che vogliono uscire, nessun budget per l’hardware, il telefono fa lo stesso lavoro senza nulla da installare, e si può provare oggi stesso.
Meglio l’impianto radio
- Clientela che non usa lo smartphone.
- Sale senza copertura mobile.
- Regole interne che vietano gli schermi in sala.
- Parco dischi già comprato e ancora nuovo.
Meglio il telefono del cliente
- Nessun budget per comprare hardware.
- Clienti che vogliono uscire o sedersi lontano.
- Nessuna voglia di pulire e caricare dischi.
- Bisogno di un file clienti che si riempie da sé.
Domande frequenti
Come funziona un sistema di chiamata clienti?
Al banco c’è una base da cui si richiama un numero; il cliente ha un ricevitore che vibra, suona e lampeggia. Nella versione senza hardware il ricevitore è il telefono del cliente, avvisato dalla pagina che ha aperto con il QR code.
Quanti ricevitori servono per un locale?
Tanti quanti gli ordini in attesa nella mezz’ora di punta, più qualche unità di scorta per quelli persi o scarichi. Con il telefono del cliente la domanda non si pone.
Serve un’autorizzazione o un tecnico per installarlo?
Gli impianti wireless commerciali si installano senza opere, ma vanno accoppiati sul canale radio e alimentati. La versione a QR code non richiede alcuna installazione.
Si può usare in una mensa o in un food court?
Sì, sono i casi tipici: flussi continui e nomi impossibili da chiamare a voce. Un numero d’ordine e un avviso al cliente bastano a togliere il capannello dal banco.
Il sistema si collega alla cassa?
Bipresto funziona a parte, dallo schermo del banco: non serve una cassa compatibile né un gestionale. L’ordine si prende come sempre e si preme «È pronto» quando esce dalla cucina.
Bisogna buttare i ricevitori che si hanno già?
No. Si tengono in servizio qualche giorno mentre il personale prende il ritmo con il QR code, e si smette di ricomprarne quando restano sul banco. Niente da smontare e nessuna pulizia in più da organizzare.
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