Igiene dei cercapersone: cosa passa di mano a ogni servizio

Il tema igiene cercapersone non nasce da una norma, nasce da un gesto: il disco che esce dalla mano di chi sta in cassa, entra in quella del cliente, finisce sul tavolo, a volte in tasca o in borsa, e poi torna al banco per ripartire con la persona successiva.

Nessuno qui promette numeri sulla salute: non esistono cifre serie da esibire, e questa pagina non le inventa. Quello che si può descrivere con precisione è l’oggetto, il suo giro in sala e il lavoro che chiede per restare presentabile. Poi si vedrà cosa cambia quando l’oggetto non c’è.

Ogni serviziolo stesso disco passa da una mano all’altra

Fra due clientiil momento in cui andrebbe pulito, sulla carta

In tascadove resta il telefono del cliente, sempre suo

0 oggetticonsegnati quando il numero vive su una pagina web

6min di lettura

In breve

  • Il disco è un oggetto condiviso: nella mezz’ora di punta fa il giro della sala e torna al banco senza sosta.
  • Il gesto corretto, pulirlo fra due clienti, è anche il più difficile da tenere nel momento di punta.
  • Non è solo la superficie: sono anche i contatti di ricarica, i bordi e la fessura intorno al pulsante.
  • Il telefono del cliente non esce dalla sua tasca, quindi non entra nel giro degli oggetti condivisi.

Il giro di un disco in un servizio

Vale la pena seguire un singolo disco dalle 12.15 alle 14.00. Esce dalla pila sul banco, viene consegnato con l’ordine, attraversa la sala, resta venti minuti su un tavolo fra un bicchiere e un tovagliolo, suona, torna in mano al cliente, poi al banco, e riparte subito con l’ordine seguente.

In quel giro il disco incontra tutto quello che si incontra in una sala: mani appena arrivate dalla strada, il bordo di un piatto, la tasca di una giacca, il ripiano dove qualcuno ha appoggiato la borsa. È un oggetto che sta in mezzo, ed è per questo che il tema esiste.

  • Dalla cassa alla sala, e ritorno, molte volte per servizio.
  • Appoggiato sui tavoli, accanto a piatti e bicchieri.
  • Infilato in tasca o in borsa da chi esce a aspettare.
  • Rimesso nella pila dei dischi puliti, o in quella dei dischi da pulire.
  1. ConsegnaIl disco passa dalla mano del personale a quella del cliente, con l’ordine.
  2. AttesaResta sul tavolo, in tasca o in mano, secondo dove il cliente si mette.
  3. RitornoTorna al banco quando il cliente ritira il piatto, spesso di fretta.
  4. RipartenzaVa nella pila e riparte con il cliente successivo, pulito o no.

Perché il gesto di pulizia salta sempre

Sulla carta la risposta è semplice: si pulisce il disco fra un cliente e l’altro. Nella pratica quel gesto cade nel minuto peggiore della giornata, quando c’è fila alla cassa, il telefono squilla per un asporto e il passe è pieno.

Non è pigrizia, è aritmetica: chi sta al banco ha una coda davanti e un piatto che esce. Il disco torna e riparte, e la pulizia viene rimandata alla fine del servizio, quando il parco è già girato tutto il giorno.

Non è solo la superficie liscia

Un disco non è una piastra liscia. Ha un bordo, una fessura intorno al pulsante, una corona di luci, spesso una clip e sempre due contatti metallici per la ricarica. Sono i punti in cui si fermano le briciole, le gocce di bibita e la polvere del locale.

È anche la ragione per cui la pulizia va fatta con metodo e non con un getto di prodotto: i contatti non vanno bagnati, e un disco immerso nell’acqua di solito non si riprende. Le istruzioni del produttore, su questo, sono l’unico riferimento valido.

  • Il bordo e la fessura del pulsante trattengono le briciole.
  • I contatti di ricarica non vanno bagnati.
  • La clip da cintura, sui modelli che ce l’hanno, è la parte più maneggiata.
  • Ogni produttore ha le sue indicazioni: sono quelle che fanno fede.
Il metodo completo per pulire i dischi

Quello che i clienti vedono

C’è un aspetto che non ha bisogno di studi: un disco segnato, appiccicoso o con il silicone ingiallito si vede e si sente in mano. Il cliente lo prende, lo gira, lo appoggia sul tavolo con due dita. Non dirà niente, ma quel dettaglio resta.

La stessa attenzione che si mette nel bicchiere e nella posata vale per l’oggetto che si consegna con l’ordine. Chi decide di tenere i dischi fa bene a metterli nel giro delle cose che si controllano ogni giorno, come la vetrina e il bagno.

Un oggetto consegnato

  • Passa da una mano all’altra tutto il servizio.
  • Va pulito, asciugato e rimesso in carica.
  • Si vede subito quando è segnato o appiccicoso.
  • Va contato la sera, e qualcuno manca sempre.

Nessun oggetto consegnato

  • Il telefono del cliente resta nella sua tasca.
  • Niente da pulire fra due clienti.
  • Niente da asciugare, caricare o contare.
  • Nessun pezzo da ricomprare a fine stagione.

Togliere l’oggetto invece di mantenerlo

La via più diretta per risolvere la questione igiene cercapersone non è un prodotto migliore, è un oggetto in meno. Se il numero d’ordine vive sulla pagina web che il cliente ha aperto col suo telefono, non c’è nulla che passi di mano.

Con Bipresto il cliente inquadra un QR code sul banco, lascia telefono ed e-mail e riceve il suo numero. Al «È pronto», la sua pagina suona, vibra e si apre a tutto schermo. Il personale non consegna niente, non chiede niente indietro e non pulisce niente.

  • Il ricevitore è il telefono del cliente, non un oggetto del locale.
  • Nessuna pila di dischi da separare fra puliti e da pulire.
  • Nessuna base di ricarica da pulire intorno ai contatti.
  • Chi non ha il telefono riceve un numero dato a mano, come sempre.
Provare senza consegnare nulla

Se si tengono i dischi, cosa mettere in routine

Chi ha appena comprato un parco non lo butta, ed è giusto. In quel caso conviene trattare i dischi come una posata: una routine breve e sempre uguale, in un momento in cui c’è davvero il tempo di farla.

La lista qui sotto non sostituisce le istruzioni del produttore: le mette in fila nell’ordine in cui si riescono a fare in un locale vero, dopo il servizio e non nel mezzo.

Routine di fine servizio

  • Raccogliere tutti i dischi e contarli: quelli che mancano si cercano subito.
  • Togliere briciole e polvere dal bordo e intorno al pulsante.
  • Pulire la superficie con il prodotto indicato dal produttore, mai a getto.
  • Asciugare bene prima di rimettere in carica, contatti compresi.
  • Mettere da parte i dischi segnati o che non tengono la carica.
Come passare al telefono senza buttare il parco

Domande frequenti

Ogni quanto va pulito un cercapersone da ristorante?

Il gesto corretto è fra un cliente e l’altro, perché l’oggetto passa di mano in mano. Nella pratica quasi tutti i locali lo fanno a fine servizio: è il momento in cui il tempo esiste. Con un numero d’ordine sul telefono del cliente il problema non si pone.

Esistono dati sull’igiene dei dischi cercapersone?

Non ci sono cifre serie e generalizzabili da citare, e inventarle non aiuterebbe nessuno. Quello che si può dire con certezza è che si tratta di un oggetto condiviso, maneggiato da molte persone a ogni servizio, e che come tale va pulito.

Il telefono del cliente è più igienico di un disco?

È un oggetto personale: resta nella sua tasca, lo tocca solo lui e il locale non lo maneggia mai. Il punto non è confrontare due superfici, è che uno dei due oggetti non entra nel giro della sala.

Si possono immergere i dischi in acqua o in soluzione?

Di regola no: hanno contatti di ricarica e un’elettronica che l’acqua rovina. Fanno fede le istruzioni del produttore, che in genere indicano un panno e un prodotto compatibile con le plastiche.

Come si fa capire al cliente che il disco è pulito?

Si vede e si sente in mano: nessun segno, nessuna traccia appiccicosa, nessun silicone ingiallito. Un disco tenuto bene comunica la stessa cura di un bicchiere lucido.

Un numero d’ordine digitale elimina davvero l’oggetto condiviso?

Sì: il cliente inquadra un QR code affisso al banco e il numero vive sulla sua pagina. Il locale non consegna niente, quindi non c’è nulla da pulire, asciugare o rimettere in carica.

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